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1992
RIVISTA DI CHIRURGIA E RIABILITAZIONE DELLA MANO E DELL'ARTO SUPERIORE

LA RICOSTRUZIONE MICROCHIRURGICA DEL POLLICE

In questo articolo l’autore descrive le tecniche microchirurgiche di ricostruzione del pollice, presentandole come valide alternative o sostituzioni alle procedure tradizionali. In caso di amputazione, è infatti possibile ricostruire la parte mancante attraverso il prelievo dell’alluce (integrale o parziale) o del secondo dito del piede, da trasferire alla mano. L'intervento richiede l’ausilio del microscopio operatorio per suturare vasi sanguigni, nervi e tendini: questo passaggio è fondamentale affinché l'innesto riceva il necessario apporto ematico, garantendone la sopravvivenza e il ripristino della sensibilità. Oltre alla descrizione delle diverse varianti chirurgiche e dei risultati ottenuti, l'autore sottolinea come questa tecnica sia, tra le opzioni disponibili, quella che garantisce il miglior recupero funzionale e il risultato estetico più naturale.

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1997
LO SCAFOIDE - MONOGRAFIE DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI CHIRURGIA DELLA MANO

FRATTURE DELLO SCAFOIDE CARPALE: OSTEOSINTESI PERCUTANEA CON VITE CANNULATA

In questo articolo l’autore descrive per la prima volta in Italia questa tecnica. Le fratture dello scafoide rappresentano una delle lesioni più frequenti a carico delle ossa del polso e il loro trattamento può essere di tipo conservativo (apparecchio gessato) o chirurgico. In questo lavoro viene proposto un approccio chirurgico mini-invasivo per le fratture dello scafoide non scomposte. La tecnica prevede, attraverso una piccola incisione di soli 3 mm, il posizionamento di una vite cannulata volta a stabilizzare la rima di frattura, accelerare la guarigione ed evitare complicazioni quali la mancata consolidazione e la pseudoartrosi. Tale procedura consente di ridurre i tempi di immobilizzazione del polso a sole tre settimane, favorendo un recupero funzionale precoce della mano e un rapido ritorno alle normali attività quotidiane.

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2002
RIVISTA DI CHIRURGIA E RIABILITAZIONE DELLA MANO E DELL'ARTO SUPERIORE

IL TRATTAMENTO DELLA SPASTICITA' DELL'ARTO SUPERIORE A LIVELLO DI SPALLA E GOMITO

In questo articolo, l’autore descrive il trattamento chirurgico della spasticità a carico della spalla e del gomito. La contrattura spastica impone all'arto superiore posture patologiche - caratterizzate spesso da spalla addotta al tronco e gomito flesso - che rendono estremamente difficili la vestizione e l'igiene personale, portando nei casi più gravi a lesioni cutanee da decubito. Vengono illustrate le diverse tecniche chirurgiche atte a risolvere la contrazione forzata dei due distretti, con l'obiettivo di facilitare la cura della persona e migliorare la funzionalità globale dell'arto. La pianificazione chirurgica segue abitualmente un approccio prossimo-distale: si interviene inizialmente su spalla e gomito, per poi procedere al trattamento di avambraccio e mano in fasi successive.

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2007
TRATTATO DI CHIRURGIA DELLA MANO

TRATTAMENTO CHIRURGICO DELL'ARTO SUPERIORE NEL PAZIENTE TETRAPLEGICO

In questo articolo l’autore analizza il trattamento chirurgico dell'arto superiore nel paziente tetraplegico. La lesione midollare a livello cervicale determina una paralisi, totale o parziale, dei nervi dell'arto superiore, con la conseguente perdita funzionale di spalla, gomito e mano. Il trattamento chirurgico si basa sul trasferimento di muscoli ed unità tendinee ancora funzionanti per ripristinare abilità cruciali, come l’estensione del gomito o la presa della mano. Il recupero di tali funzioni permette al paziente una spinta più efficace della carrozzina e un utilizzo della mano fondamentale per le attività quotidiane: afferrare oggetti, alimentarsi autonomamente senza l'ausilio di tutori e gestire l'autocateterismo. Questi traguardi riducono la dipendenza da terzi, apportando un miglioramento significativo alla qualità della vita. La chirurgia dell’arto superiore nel tetraplegico è oggi una realtà consolidata. Tuttavia, l'approccio deve essere prudente e rispettoso delle funzioni residue: la strategia operatoria deve nascere da un’attenta sinergia tra l'esperienza del chirurgo, le competenze del fisiatra e le specifiche necessità del paziente.

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2009
MEDICINA RIABILITATIVA. MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE - PRINCIPI E PRATICA

LA CHIRURGIA FUNZIONALE DELL’ARTO SUPERIORE

In questo articolo l’autore analizza la valutazione preoperatoria e l’approccio chirurgico nelle mielolesioni, con particolare riferimento alla tetraplegia e alla spasticità. La tetraplegia è definita come una lesione a livello del midollo cervicale che comporta la perdita della forza muscolare in tutti e quattro gli arti; l’entità del danno neurologico viene classificata secondo i criteri della scala ASIA (American Spinal Injury Association). Il trattamento chirurgico mira al ripristino di funzioni motorie essenziali, come l’estensione del gomito o la capacità di prensione, attraverso il trasferimento di muscoli ed unità tendinee funzionalmente integri. Il recupero di tali abilità permette al paziente una spinta più efficace della carrozzina e un'autonomia fondamentale nelle attività quotidiane, quali l'alimentazione (senza l'ausilio di tutori) e l'autocateterismo, garantendo un significativo miglioramento della qualità di vita. La spasticità viene invece inquadrata come un disturbo complesso dell'attività motoria, caratterizzato da un ipertono muscolare a riposo che interessa prevalentemente i muscoli flessori dell’arto superiore. In questo contesto, una corretta programmazione chirurgica è subordinata a un inquadramento clinico rigoroso che consideri: la classificazione delle deformità, l’anatomo-patologia della lesione, l’età, il tono muscolare, il livello cognitivo, la presenza di dolore e la destrezza residua del paziente. Le opzioni chirurgiche comprendono la miotomia (sezione muscolare), l’allungamento frazionato, i trasferimenti tendinei e le artrodesi (fusioni ossee), finalizzate a ottimizzare la postura e la funzionalità residua.

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1993
JOURNAL OF ORTHOPAEDIC SURGERY AND RESEARCH

RECONSTRUCTION OF THE THUMB BY THE WRAP-AROUND TECNIQUE

In questo articolo l’autore descrive le tecniche microchirurgiche di ricostruzione del pollice. In caso di amputazione, la microchirurgia offre oggi la possibilità di ricostruire l'elemento mancante attraverso il prelievo parziale dell’alluce, comprensivo dell'apparato ungueale, da trasferire alla mano. L'intervento richiede l’impiego del microscopio operatorio per la micro-anastomosi di vasi, nervi e tendini: questo passaggio è cruciale affinché l'innesto riceva il necessario apporto ematico, garantendone la sopravvivenza e il ripristino della sensibilità. Oltre alla descrizione delle diverse varianti chirurgiche e dei risultati clinici ottenuti, l'autore sottolinea come questa metodica sia, tra le opzioni disponibili, quella che garantisce il miglior recupero funzionale e il risultato estetico più naturale.

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1997
JOINT STIFFNESS OF THE UPPER LIMB - MARTIN DUNITZ - UNITED KINGDOM

STIFFNESS OF THE THUMB

In questo articolo l’autore analizza le cause della rigidità della mano e del pollice, distinguendo tra origini traumatiche, nervose o vascolari. In base al distretto interessato, vengono illustrati i diversi atteggiamenti patologici e le relative difficoltà nella diagnosi clinica. Vengono inoltre esaminate le opzioni di trattamento e i risultati ottenuti attraverso le procedure eseguite.

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2002
HAND CLINICS

TETRAPLEGIA: UPDATE ON ASSESSMENT

In questo articolo l’autore analizza la valutazione e la classificazione dei pazienti tetraplegici, divenuta il cardine dell'inquadramento clinico-funzionale sin dal II Meeting Internazionale organizzato da Yves Allieu a Giens nell'ottobre 1984. Secondo tale standard, i pazienti vengono suddivisi in gruppi in base ai muscoli attivi utilizzabili per i trasferimenti tendinei. Il protocollo propone un modello unitario di stadiazione preoperatoria, garantendo omogeneità diagnostica tra i centri chirurgici e quelli di riabilitazione che accolgono il malato nelle fasi iniziali. In sede di esame obiettivo, è fondamentale valutare l'articolarità passiva e attiva dell'arto superiore, l'integrità cutanea (assenza di decubiti) e, con particolare rigore, la funzione del tricipite e l'eventuale presenza di retrazioni o spasticità. Un muscolo spastico, infatti, non è idoneo al trasferimento. Il bilancio muscolare viene infine quantificato secondo la scala M0–M5 del Medical Research Council.

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2003
HAND CLINICS

THE UPPER LIMB IN CEREBRAL PALSY: SURGICAL MANAGEMENT OF SHOULDER AND ELBOW DEFORMITIES

In questo articolo l’autore descrive i quadri clinici e il trattamento chirurgico della spalla e del gomito nelle paralisi cerebrali infantili (PCI). Poiché le manifestazioni e le posture patologiche possono essere molteplici, esse richiedono una valutazione singola e personalizzata. In seguito a un approfondito studio multidisciplinare - che coinvolge fisiatri, fisioterapisti, terapisti occupazionali, psicologi e familiari - viene pianificato un intervento chirurgico mirato sulle specifiche esigenze del paziente. Vengono inoltre illustrate le diverse tecniche chirurgiche impiegate per il trattamento della spasticità a livello della spalla e del gomito, con l'analisi dei risultati clinici ottenuti.

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2023
PEDIATRIC HAND SURGERY

COMPARTMENT SYNDROME (CS) AND VOLKMANN’S AND UPPER LIMB VASCULAR PATHOLOGY IN THE PERI-AND NEONATAL PERIOD

In questo articolo l’autore analizza la rarissima sindrome di Volkmann dell’arto superiore nel periodo perinatale (pre e post-partum). Si tratta di una patologia estremamente infrequente quanto invalidante per la gravità dei suoi esiti cicatriziali e funzionali. Risultano fondamentali un riconoscimento tempestivo e un’attenta valutazione clinica alla nascita per limitare le sequele. Il trattamento chirurgico deve essere il più precoce possibile, mirato a prevenire ulteriori danni irreversibili all’arto colpito. Vengono inoltre esaminate le casistiche internazionali, le diverse opzioni terapeutiche e i risultati clinici a lungo termine, con follow-up fino a 20 anni dal trattamento.