Descrizione della patologia
La spasticità dell’arto superiore è una condizione caratterizzata da un aumento anomalo del tono muscolare dovuto a una lesione del sistema nervoso centrale. Questo ipertono provoca rigidità, posture anomale, difficoltà nei movimenti volontari e, nel tempo, può portare a contratture permanenti e deformità articolari. La spasticità può interessare spalla, gomito, polso, mano e pollice, con quadri clinici molto variabili. È una condizione frequente dopo ictus, traumi cranici, paralisi cerebrale infantile, lesioni midollari e altre patologie neurologiche
Come si sviluppa
La spasticità evolve nel tempo e richiede una valutazione clinica accurata e multidisciplinare
Fase iniziale
Aumento del tono muscolare
Difficoltà nei movimenti fini
Posture anomale intermittenti
Fase intermedia
Comparsa di sinergie patologiche (movimenti involontari associati)
Rigidità crescente
Dolore muscolare o articolare
Inizio di retrazioni tendinee
Fase avanzata
Contratture fisse
Deformità articolari (flessione del gomito, pronazione dell’avambraccio, flessione del polso, pollice nel palmo, dita lunghe chiuse a pugno)
Difficoltà nell’igiene personale, nel vestirsi e nelle attività quotidiane
Possibile dolore cronico
Una valutazione completa deve considerare tono, motricità residua, sensibilità, dolore, capacità funzionale e obiettivi del paziente
Cause
La spasticità dell’arto superiore è sempre legata a una lesione del motoneurone superiore. Le cause più frequenti includono:
Cause neurologiche
Ictus cerebrale
Traumi cranici
Paralisi cerebrale infantile
Lesioni midollari cervicali
Malattie neurodegenerative
Fattori aggravanti
Immobilità prolungata
Dolore non trattato
Infezioni o irritazioni locali
Mancanza di esercizio o fisioterapia
Trattamenti chirurgici per la spasticità dell’arto superiore
Ripristinare equilibrio, funzione e qualità della vita
Quando la spasticità provoca contratture fisse, deformità o limita gravemente la funzione, la chirurgia può offrire un miglioramento significativo
L’obiettivo è correggere gli squilibri muscolari, migliorare la postura dell’arto e facilitare l’uso funzionale della mano o, nei casi più gravi, migliorare igiene, nursing e comfort
Le principali tecniche chirurgiche includono:
1. Tenotomie
Consistono nel distacco parziale o completo di un tendine troppo retratto.
Sono utili quando la contrattura è severa e non correggibile con il solo allungamento.
Obiettivi:
ridurre la postura in flessione
migliorare l’apertura della mano
facilitare igiene e posizionamento
2. Allungamenti tendinei
Utilizzati quando un muscolo è parzialmente retratto ed ancora funzionante.
L’allungamento del tendine riduce la tensione e permette un migliore allineamento articolare.
Indicati per:
flessori del gomito
flessori del polso
flessori delle dita
muscoli intrinseci della mano
3. Trasferimenti tendinei
Tecnica funzionale che utilizza muscoli ancora attivi per sostituire quelli paralizzati o spastici e per ridare funzioni perdute.
Permettono di recuperare:
estensione del polso
apertura della mano
miglioramento della presa
posizionamento funzionale del pollice
Sono fondamentali nei pazienti con una “mano potenzialmente funzionale”.
4. Neurectomie selettive
Consistono nella sezione parziale di rami nervosi responsabili dell’ipertono.
Riducendo l’attività del muscolo spastico, si ottiene un miglior equilibrio tra agonisti e antagonisti.
Indicazioni:
spasticità severa
muscoli iperattivi non controllabili con tossina botulinica
obiettivo di ridurre dolore e rigidità
5. Osteotomie correttive
Utilizzate quando la deformità articolare è ormai strutturata.
L’osso viene rimodellato per ripristinare un allineamento più funzionale.
Esempi:
correzione della deviazione del polso mediante resezione della 1° filiera carpale o artrodesi in buon atteggiamento del polso
riallineamento delle dita con stabilizzazione articolare
Perché la chirurgia può fare la differenza
Gli interventi chirurgici per la spasticità dell’arto superiore possono:
migliorare la funzione della mano
ridurre dolore e rigidità
facilitare igiene e cura personale
migliorare la postura dell’arto
aumentare autonomia e qualità della vita
ridurre la necessità di assistenza
Il percorso chirurgico richiede sempre una valutazione multidisciplinare e un programma riabilitativo mirato nella pianificazione al trattamento chirurgico, della rieducazione post chirurgica e prolungato nel tempo, anche con tutori di posizione notturni per mesi.