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Descrizione della patologia

La tetraplegia è una condizione neurologica che comporta la perdita totale o parziale della funzione motoria e sensitiva dei quattro arti. Si verifica quando una lesione del midollo spinale cervicale interrompe la comunicazione tra cervello e corpo. A seconda del livello della lesione (C4, C5, C6, C7, C8, T1), la persona può conservare o perdere in modo variabile la capacità di muovere gomito, polso e mano. Oltre alla paralisi, la tetraplegia può comportare difficoltà respiratorie, alterazioni della sensibilità, spasticità e limitazioni significative nelle attività quotidiane

Come si sviluppa

La tetraplegia si manifesta in seguito a un danno acuto o progressivo del midollo spinale. Il suo sviluppo può essere suddiviso in tre fasi principali:

Fase acuta
Paralisi immediata dopo trauma o evento neurologico
Perdita di sensibilità sotto il livello della lesione
Possibili difficoltà respiratorie nelle lesioni cervicali alte
Necessità di stabilizzazione e trattamento d’urgenza

Fase subacuta
Stabilizzazione clinica
Comparsa di rigidità muscolare o spasmi
Valutazione del livello di lesione e delle funzioni residue
Inizio del percorso riabilitativo

Fase cronica
Consolidamento del quadro neurologico
Possibili complicanze secondarie (dolore neuropatico, spasticità, difficoltà vescicali)
Adattamento funzionale e utilizzo di ausili
Valutazione delle possibilità di ricostruzione chirurgica della funzione del braccio e della mano

Ricostruzione chirurgica mediante trasferimenti tendinei
Restituire presa, pinza ed estensione del gomito
Per molte persone con tetraplegia, la perdita della funzione della mano rappresenta una delle limitazioni più significative

La chirurgia ricostruttiva mediante trasferimenti tendinei offre la possibilità di recuperare movimenti fondamentali, come:
Estensione del gomito
Presa grossolana
Presa fine o di pinza
Estensione del polso e delle dita
Questi interventi sfruttano muscoli ancora funzionanti, reinnervati o non compromessi dalla lesione, per sostituire la funzione di muscoli paralizzati
Come funziona il trasferimento tendineo
Il principio è semplice:
un muscolo ancora attivo viene “trasferito” per svolgere una nuova funzione, collegandolo chirurgicamente a un tendine che ha perso la sua capacità di movimento

Obiettivi principali
Ripristinare la capacità di afferrare e rilasciare oggetti
Migliorare l’autonomia nelle attività quotidiane
Consentire movimenti funzionali del gomito (estensione)
Ridurre la dipendenza da caregiver, come poter fare i cateterismi vescicali in modo autonomo, mangiare in modo autonomo con posate senza ausili, o nella igiene personale

Esempi di trasferimenti tendinei
Trasferimento del muscolo deltoide posteriore o bicipite pro tricipite, per ottenere l’estensione del gomito
Trasferimento di muscoli dell’avambraccio per ricostruire la presa o la pinza
Stabilizzazione del polso per migliorare la funzionalità della mano
La scelta dell’intervento dipende dal livello della lesione, dalla forza muscolare residua e dagli obiettivi del paziente

Cause

La tetraplegia può derivare da cause traumatiche e non traumatiche

Cause traumatiche
Incidenti stradali
Cadute dall’alto
Traumi sportivi
Incidenti sul lavoro
Ferite penetranti con lesione midollare cervicale
Cause non traumatiche
Malattie degenerative del midollo spinale
Tumori spinali
Infezioni (mieliti)
Malattie vascolari
Malformazioni congenite

Perché la chirurgia ricostruttiva è importante

Per molte persone con tetraplegia, i trasferimenti tendinei rappresentano una possibilità concreta di:
recuperare autonomia
migliorare la qualità della vita
ridurre la necessità di assistenza
tornare a svolgere attività quotidiane in modo indipendente

La chirurgia, associata a un percorso riabilitativo mirato, può restituire funzioni fondamentali che sembravano perdute

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